• Cristina Cannata

WhatsBuzz - C'erano un Leone, un rinoceronte e Donald Trump...


Chiara Ferragni e il suo Leoncino da 3,108,214 (e più) like su Instagram

Dal festival di Venezia -dove un vestito rosa aveva fatto intravedere un gonfiore sospetto- all’annuncio ufficiale con foto di coppia con tanto di coroncina “Mother To Be”, quella di Chiara Ferragni è stata senza ombra di dubbio una delle gravidanze più seguite sui social, Instagram primo su tutti. Dall’ottobre 2017, post, video e InstaStory varie ed eventuali hanno documentato step-by-step la crescita del pancione, facendo nascere accenni di invidia da parte del gentil sesso per la forma perfetta che la fashion blogger nazionale ha mantenuto fino alle ultime settimane prima del parto. Foto di ecografie in 3D che comparavano il bimbo a qualche frutto scaglionate per questionabile dimensione hanno smosso il senso materno dei suoi 12.2m follower che si sono sentiti un po’ tutti legittimati ad autodichiararsi zii del futuro nascituro dal guardaroba griffato più ampio e più invidiato da qualsiasi altro futuro nascituro.

Chiara Ferragni non pubblica foto da un po’, che è successo?” è stata più o meno intuita così la nascita del bambino, ufficializzata poche ore dopo i primi rumors con questa foto da oltre 3milioni di like. Dopo il breve silenzio, per fortuna, la coppia è ritornata a postare regolarmente, testando improbabili filtri da orecchie canine, cuori volanti e occhiali da sole kitsch sul faccino del bimbo. Beh che dire, benvenuto al mondo…social, piccolo Leone!

Web Reacts...

Quando neanche Tinder ti garantisce l'accoppiamento...

Chi è convinto che il potere dei social network sia sconfinato, beh, cominci a ricredersi: questa volta non ha funzionato. Protagonista della triste vicenda -che ha smosso le voci e le coscienze del web- è Sudan, ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco settentrionale. L’animale, da tempo malato, è morto lo scorso 19 Marzo alla veneranda età di 45 anni, corrispondenti a circa un centinaio per l’uomo. Sudan era custodito nella riserva di Ol Pejeta Conservancy in Kenya insieme a due femmine anch’esse relativamente attempate. Nonostante i vari tentativi di riproduzione, le zampe di Sudan “erano troppo basse e troppo vecchie per favorire l’accoppiamento”.

Così Tinder -la nota app di incontri- insieme alla Ol Pejeta Conservancy aveva ben pensato di creare un profilo per il rinoceronte. Lo scopo? Ovviamente, non trovare una donzella curiosa ma raccogliere milioni di euro per finanziare un programma di inseminazione artificiale. Purtroppo gli swipe a destra sono stati di più di quelli a sinistra e la cifra raccolta è stata di meno di 100,000 dollari, insufficiente per il finanziamento del progetto.

Questa è la storia di come neanche i social network sono riusciti a salvare una specie. Questa è la storia di come si è estinto l’ultimo esemplare di rinoceronte bianco settentrionale.

Rapina con delitto: Cambridge Analytics, Facebook e la vittoria di Trump

"Siamo nel 1984!" e oramai, diciamocelo chiaro, ci siamo anche abituati e fatti quasi una ragione che il mondo va così. Fai intuire al tuo fidanzato che per il tuo compleanno vorresti un bell'anello su una chat di Messenger Facebook e tac, le inserzioni e le sponsorizzate lo capiscono prima di lui. Di essere spiati lo sapevamo già, ma qui la frase è più pomposa: “monitoraggio psicologico”, altro che dati sensibili! E fu così che Facebook iniziò a perdere in borsa, tutta colpa dell'uomo dal ciuffo opinabile -Donald J. Trump- e di Cambridge Analytica.

Si parla di un furto di dati di circa 50 milioni di americani, elaborati e processati in modo da influenzare il pensiero politico, tutto ciò, ovviamente, senza alcun tipo di permesso. Detta in soldoni: in questo caso "chi nasce quadrato non muore tondo" perde validità scientifica, sono riusciti a cambiarci la testa. E mentre la scena politica -anche quella europea visto che la precedente citata Cambridge Analytica sembra abbia messo lo zampino anche sulla famosa Brexit- trema e gli utenti iniziano a chiedersi "Ma posso disattivare definitivamente Facebook?" o "Ma si può uscire dall'Internet?", le aziende e le agenzie di comunicazione iniziano a pensare a soluzioni alternative, Zuckerberg ammette "Ho sbagliato" e conforta "Faremo modo di cambiare il modo di condivisione dei dati". Così dice...

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