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Addio alla musica sui social?

Aggiornamento: 23 giu 2023

Vuoi utilizzare per il tuo reel l'ultimo brano del tuo artista italiano preferito?

Forse da oggi potresti non poterlo più fare.



Cosa è successo?


Da poche ore è stata divulgata una notizia che sta facendo preoccupare milioni di utenti e creator italiani: Meta, l’azienda statunitense che gestisce i social media Facebook e Instagram non ha trovato un accordo economico con la SIAE.


Ma che cos’è la SIAE?


La SIAE è la Società Italiana degli Autori ed Editori, nata a Milano il 23 aprile del 1882 per occuparsi dell'intermediazione dei diritti d'autore.


Cosa succederà ai contenuti già pubblicati?


A breve la musica tutelata dalla SIAE non potrà più essere utilizzata in post, reels e stories. Su Facebook i contenuti non più disponibili verranno bloccati, mentre su Instagram verranno silenziati. Gli utenti avranno la possibilità di sostituire i brani con altri presenti sul Catalogo.


Quali potrebbero essere le possibili soluzioni?


Principalmente tre. La prima è il raggiungimento di un accordo tra Meta e SIAE che soddisfi entrambe le parti. Nelle prossime ore interverrà anche il Governo, come già ricordato dal Presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone.

Nell’intervallo di questa possibile intesa o come possibili alternative alla SIAE ci sono due vie. Una interessa le società alternative, tra cui spicca il nome della società Soundreef, nata in Inghilterra dall’idea di un italiano con lo scopo di svincolare autori ed editori dalla SIAE: ‘’permettendo di accedere a una gestione trasparente, semplice, ed efficace dei diritti d’autore’’.


L’iscrizione dell’opera si può fare completamente online e permette di accedere agli stessi servizi offerti dalla SIAE. Un’alternativa vantaggiosa ed efficace già scelta da molti importanti artisti italiani.


Una seconda via è il rapporto diretto tra autori e Meta senza intermediari. Un’opzione però poco percorribile poiché comporta un grande impegno in termini di controllo e il rischio che chiunque sia interessato a utilizzare l’opera in questione non sappia a chi rivolgersi, o che si venga più difficilmente a conoscenza di utilizzi impropri.


Insomma, la musica italiana viaggia verso l’esilio, non sappiamo per quanto e con quali condizioni…


E tu, cosa ne pensi?



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