• Federica Giardini

Super Bowl e #BrandBowl: quali Brand hanno vinto sui social e perché?

Aggiornato il: feb 28



Storicamente si tratta dell’evento più importante al mondo in ambito sportivo, ma per molte aziende ormai da anni si mostra come una vetrina piena di opportunità per farsi notare, per catturare l’attenzione degli spettatori incollati allo schermo e per far parlare di sé.


Stiamo parlando del Super Bowl e sappiamo bene che non esiste persona golosa di pane e marketing che non ne abbia mai sentito parlare.


Anche quest’anno l’evento sportivo più atteso in America è arrivato e si è concluso celebrando la vittoria dei Kansas City Chiefs sui San Francisco 49ers, ma soprattutto lasciando spazio all'inevitabile scia di commenti, chiacchiere e considerazioni su spot e campagne che hanno animato il grande match.


Ma oltre alle chiacchiere tra tifosi e addicted di comunicazione, il Super Bowl è da qualche anno ormai anche il più grande evento atteso su Twitter. Tra le tante modalità di utilizzo di questo social network prevale quella di Live Tweeting, secondo cui tifosi, spettatori e Brand si ritrovano in uno stesso spazio virtuale, ovvero attorno a un Hashtag di riferimento, e si confrontano in modalità live su ciò che accade, minuto dopo minuto, durante la trasmissione di eventi, programmi TV o grandi manifestazioni – proprio come nel caso del Super Bowl.


Vi ricordate di quanto è successo nel 2013 con Oreo? Durante il Super Bowl ci fu un improvviso Black Out che oscurò metà delle luci del Superdome, lo Stadio di New Orleans, interrompendo così il match per quasi un’ora. In quello spazio di buio si intrufolò furbescamente il brand di biscotti con un live tweet che citava Blackout? Nessun problema! Puoi inzuppare il tuo biscotto anche al buio, con un iconico Oreo alle spalle appoggiato su uno sfondo scuro.


Questo avvenimento ha fatto aprire gli occhi a un magnate come Twitter che ha deciso di cogliere al volo l’opportunità, instituendo il suo #BrandBowl, una challenge tipicamente digital che stimola i Brand a farsi sentire sul social network durante il Super Bowl con un unico scopo: quello di generare più engagement possibile attorno a sé e ai propri tweet. E quest’anno è tornato nella sua terza edizione per incoronare i Brand che sono stati più bravi nell’intento.


Otto categorie, otto Brand premiati.

Ma quali sono stati i più significativi? E cosa ci possono insegnare?


Il primo nome da fare è quello di Pepsi – che tra l’altro è il brand che sponsorizza principalmente il Super Bowl. La company internazionale ha infatti lanciato una campagna interattiva su Twitter, riuscendo a catalizzare un grande numero di conversazioni attorno a sé e ad aggiudicarsi il primo premio nella categoria #MPV. Attraverso un tweet l’azienda invitava gli utenti a fare predizioni circa i dettagli dell’Halftime Show che avrebbe intrattenuto tutti quanti con l’atteso duetto tra Shakira e Jennifer Lopez. L’obiettivo? Creare Awareness attorno il suo prodotto, la Pepsi Zero Sugar, utilizzando il format della Gamification, declinato in versione Giveaway, che sui social si sa, piace tantissimo.


Ma la quantità non fa la qualità. E questo lo sa bene Google. Se Pepsi ha catalizzato attorno a sé il più alto numero di tweet e retweet durante la notte del Super Bowl, Google può vantare di essersi circondato dei tweet più positivi in assoluto, aggiudicandosi così il primo posto nella categoria #FanFavorite.

In questo caso, bisogna proprio dirlo: ancora una volta le emozioni hanno avuto la meglio sui social. È bastato infatti raccontare una dolcissima storia d’amore, quella vissuta dai nonni di un impiegato dell’azienda Google. Lui, ormai rimasto vedovo, riesce a mantenere il ricordo della sua amata Loretta grazie all’assistenza vocale. Hey Google, show me photos of me and Loretta per iniziare il racconto, Hey Google, remember Loretta hated my moustaches per condividere e fissare nella memoria i ricordi più teneri e delicati. Una bellissima campagna che ha sottolineato l’importanza delle cose vere e autentiche, ma che ha anche aiutato Google a spiegare in maniera delicata ed emozionante il facile funzionamento dell’assistenza vocale.


Se volete emozionarvi un po’, ecco il link.

Preparate i fazzoletti:



Dunque, cosa ci portiamo a casa da questo #BrandBowl?

Principalmente due cose.


La prima è che agli utenti piace trovare sui social quello che amano trovare anche nella loro vita quotidiana. Divertimento, gioco con un po’ di sana competizione. Emozioni, amore e bei ricordi. L’adrenalina e la semplicità, due valori in cui ognuno di noi si può facilmente riconoscere.


La seconda è che si conferma fondamentale la necessità per un Brand di restare coerente con il proprio core in tutti i passi che muove. Pepsi propone al pubblico un prodotto che si adatta facilmente a momenti di svago, di divertimento, di gioco. Risulta coerente, quindi, la proposta di un format d’azzardo, che fa della velocità di azione e dell’instant la sua carta vincente. Google, invece, un Brand che è presente nella vita di tutti quanti, si conferma un valido e solido compagno di cammino adatto a ogni età, esigenza, motivazione.


E voi avete dato uno sguardo alle principali trovate pubblicitarie di quest’anno? C'è qualcosa che avete apprezzato particolarmente o trovato un po' fuori luogo?


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